Mamma l’Italiani!

Diciamo pure che anche se sei a 6000 km da casa ti capita comunque di incontrare ed avere a che fare con italiani che si incontrano più o meno per caso.

Premesso che io non li cerco e mi vedo di non frequentarli, gira e rigira te li trovi per il tuo cammino.

Ecco una carrellata delle più ricorrenti tipologie:

Il Paesano: L’immigrato di lunga data … ed è già amico tuo!

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Ogni tanto capita di incontrarli. Già solo solo perché li incontri per loro è una festa. Sono già amici tuoi! E ti dicono “ma tu sei italiano? ma allora siamo paesani!” … mai usata questa parola in madre patria ma qui, da Marsala a Trieste, da Brindisi ad Aosta siamo tutti paesani.

L’irriducibile: L’immigrato come te che ha avuto a che fare recentemente o sta ancora combattendo con quella cosa chiamata IMMIGRAZIONE

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Ci si vede, si sta insieme, si scambiano avventure tragicomiche di lettere minatorie a lasciare il paese, lungaggini burocratiche, intoppi nel sistema, ritardi nelle risposte, piccoli trucchetti da immigrato … insomma si sta bene insieme, si fanno quattro risate e ci si scambiano haimé esperienze condivise.

L’idiota (architetto): se sei un contatto di un contatto non significa che siamo amici

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Un giorno mentre ero a lavoro mi arriva la notifica sul cell che un perfetto sconosciuto mi aveva scritto su facebook. Dopo qualche ora ricevo sempre sul telefono dalla stessa persona notifiche per: richiesta di amicizia su Facebook, richiesta di contatto su Linkedin, messaggio su Linkedin, email da Linkedin che mi dice che qualcuno mi aveva scritto.

Allora un po’ sorpreso penso che questo qualcuno mi deve conoscere per forza per cercarmi così insistentemente. Dopo il lavoro apro i messaggi e sostanzialmente questo dice di essere amico di “Cristina” che gli aveva detto che ero in Canada, e siccome era qui per un matrimonio voleva incontrarmi per un caffè per avere qualche informazione perché gli avrebbe fatto tanto piacere fare un’esperienza in uno studio di architettura.

Al che penso “fammi mandare un messaggio di conferma a Cristina e poi … perché no?”. Per scrupolo clicco sul suo profilo Facebook e in realtà la Cristina di cui stava parlando non era chi pensassi ma una ragazza spagnola sentita solo per email tanti anni addietro e a cui avevamo passato dei disegni della tesi. Mai vista e conosciuta realmente questa tipa. Incredulo ed indeciso se rispondere a tono dicendo “no guarda, ne dubito che questa persona ti ha detto proprio così, quindi non mi prendere per il culo e ritornatene a casa” oppure ignorarlo. E’ stata scelta la seconda opzione.

L’appena sbarcato (architetto): detto anche “io siccome che sono ganzo stanno aspettando tutti me” ma dopo aver avermi incontrato è diventato “perche cavolo non ho preso la pillola blu?!”

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Un giorno mi contatta un amico/conoscente dicendo che ha un amico architetto appena arrivato con il WHV e se potevamo vederci.

Ci sediamo e mentre mangiamo gli racconto dei problemi principali per i quali sarà molto difficile per lui trovare un buon lavoro per uno nella sua situazione (che era la stessa della mia e di Alice in passato). Gli racconto che il visto, oltre ad avere la sfiga di essere solo di sei mesi, non è rinnovabile quindi gli studi di architettura non ti prendono perché non vogliono farti il training se poi te ne devi andare; non conosci l’OBC; non hai esperienza canadese; l’inglese è importantissimo; e che gira e rigira malgrado tutte le buone intenzioni alla fin fine si va tutti a finire a lavorare nei ristoranti per questi motivi. Gli racconto della nostra storia, delle nostre vicissitudini, le peripezie, le lettere, tutto! che forse c’è una possibilità nelle costruzioni più che negli studi di architettura. Gli dò consigli per almeno provare a farcela, per portare a casa male che vada almeno una bella esperienza formativa.

Alla fine dopo che manco mi ha detto grazie, colpito probabilmente da un violento attacco di ansia o di depressione, non riuscendo ad ammettere che forse non è così facile come avesse pensato, l’unica cosa che riesce a dire è “ah vabbé, ma a te ti è andata male”. (?!)

Affermazione talmente spiazzante che non ha avuto purtroppo risposta adeguata. Col senno di poi avrei dovuto dire “e meno male che mi è andata male, se mi andava bene mi facevano imperatore della Cina?”.

Le Fans!

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Un giorno Rob mi manda un messaggio dicendo che ha delle cugine dall’Italia che sarebbero partite il giorno dopo e che avrebbero voluto incontrarmi. Al che dico OK.

Arrivati lì, mi presentano e mi sono sentito dire “ah ma noi già ti conosciamo”. Al che non capisco e guardo tutti attonito, e la seconda affermazione è stata “ma che non gliel’avete detto?” e scoppiano tutti a ridere.

Ebbene queste fans già mi/ci conoscevano perché seguono assiduamente questo blog assieme a tanti altri trovati su google in cerca di informazioni per poter forse un giorno venire  qui, e il caso ha voluto che sono imparentate con Rob.

Bella e divertente serata ma la prossima volta voglio vedere reggiseni volare sul palco.

Un saluto speciale alle fans!

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3 pensieri su “Mamma l’Italiani!

  1. ah che bello sapere che tutto il mondo e’ paese…e siamo tutti un po’ paesani!!!
    Benvenuti nel club, se posso dare un consiglio piccolo, preparatevi una bella email con le risposte base alla domande che la gente vi fa sempre, e poi copiaincollatela con apposito incipit e conclusione personalizzati, cosi’ da non sembrare dei mostri. Si risparmia una valanga di tempo!!!

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